Il Presidente
URPEL
posta certificata
RSS
mappa del sito
suggerimenti
accesso facilitato
 
ISTITUZIONE
 
Cantieri aperti: i lavori sulla viabilità e sul patrimonio edilizio
 
Albo 
Pretorio on-line

 
Trasparenza, valutazione e merito

SEZIONI
SCELTI PER VOI
Comuni
 Scegli il tuo percorso
Provincia di Piacenza
Sei il visitatore n░ 8712807
Home >> Politiche Scolastiche >> Alternanza scuola - lavoro

A chi rivolgersi:

Servizio: "Polizia Provinciale, Ufficio di Presidenza, Istruzione e Formazione, Pari Opportunità"

Corso Garibaldi, n. 50
29121 – Piacenza

Referente
Dott.ssa Marinella Maffi

Tel.0523/795520
E mail: marinella.maffi@provincia.pc.it

Competenze:

All'interno delle funzioni generali di qualificazione del sistema scolastico, la Provincia sostiene i processi di innovazione didattica e tecnologica, fra cui rientra l'alternanza scuola-lavoro.
La Provincia può anche essere azienda ospitante di esperienze di alternanza scuola-lavoro.

Normativa:

  • la Legge 24 giugno 1997, n. 196 “Norme in materia di promozione dell’occupazione, in particolare l’art. 18, c.1 lett. A), che individua i tirocini formativi e di orientamento, quali strumenti utili al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro;
  • il “Regolamento recante norme di attuazione dei principi e dei criteri di cui all’art. 18 della Legge 24 giugno 1997, n. 196, sui tirocini formativi e di orientamento, approvato con D.M. 25 marzo 1998, n. 142, che individua università e istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici e istituzioni scolastiche statali e non statali che rilascino titoli di studio con valore legale, anche nell'ambito dei piani di studio previsti dal vigente ordinamento
  • la L.R. 30 giugno 2003 n. 12 Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro;
  • il D. Lgs. 77/05, Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro, ai sensi dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.53 (Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale);
  • il D. Lgs. 9 aprile 2008, n .81 e successive modifiche;
  • la Circolare 12 settembre 2011, n. 24 (prot. n. A0039/002/RE) del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ad oggetto “Articolo 11 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, livelli essenziali di tutela in materia di tirocini formativi: primi chiarimenti;
  • le Linee Guida Nazionali in materia di Tirocini ai sensi dell’art. 1, commi 34-36, Legge 28 giugno 2012 n. 92, adottate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 24 gennaio 2013;
  • la legge 13 luglio 2015 n.107, art.1, commi 33-43, i percorsi di alternanza scuola lavoro, sono organicamente inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa dell’istituzione scolastica come parte integrante dei percorsi di istruzion.


Che cosa è l'alternanza scuola-lavoro:


L'alternanza scuola-lavoro è una modalità didattica che si realizza in contesti formativi ed è finalizzata all'orientamento, alla preparazione professionale e all'inserimento nel mondo del lavoro.

I percorsi di alternanza sono attivati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica cui è iscritto lo studente, che è sostenuto, nell'esperienza, da un docente tutor interno e da un tutor formativo interno all'azienda.

All’interno del sistema educativo del nostro paese l’alternanza scuola lavoro è stata proposta come metodologia didattica per (Finalità indicate dal decreto legislativo n.77/2005, art.2.):

a) attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l’esperienza pratica;

b) arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l’acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro;

c) favorire l’orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali;

d) realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile, che consenta la partecipazione attiva dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, nei processi formativi;

e) correlare l’offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.

Attraverso l’alternanza scuola lavoro si concretizza il concetto di pluralità e complementarità dei diversi approcci nell’apprendimento. Il mondo della scuola e quello dell’impresa/struttura ospitante non sono più considerati come realtà separate bensì integrate tra loro, consapevoli che, per uno sviluppo coerente e pieno della persona, è importante ampliare e diversificare i luoghi, le modalità ed i tempi dell’apprendimento.

Il modello dell’alternanza scuola lavoro intende non solo superare l’idea di disgiunzione tra momento formativo ed operativo, ma si pone l’obiettivo più incisivo di accrescere la motivazione allo studio e di guidare i giovani nella scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e degli stili di apprendimento individuali, arricchendo la formazione scolastica con l’acquisizione di competenze maturate “sul campo”. Tale condizione garantisce un vantaggio competitivo rispetto a quanti circoscrivono la propria formazione al solo contesto teorico, offrendo nuovi stimoli all’apprendimento e valore aggiunto alla formazione della persona.