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Competenze:                                                  

Le Consigliere di Parità  sono figure istituite dalla legge 125/1991 “Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro" e ridefinite nel  Titolo II del D.lgs 198/2006 "Codice delle pari opportunità tra uomo e donna” e dal D.Lgs. n. 151 del 14/09/2015.

Le Consigliere di parità  regionali, delle città metropolitana e dell'ente di area vasta di cui alla L. 7/04/2014, n. 56,  effettive e supplenti, sono nominate con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali,  su designazione delle Regioni, delle città metropolitane e degli enti di area vasta, sulla base dei requisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale in materia d ilavoro femminile, di normative sulla parità e pari opportunità non chè di mercato del lavoro e previo espletamento di una procedura di valutazione comparativa.

Il mandato della/del Consigliera/Consigliere dura 4 anni ed è rinnovabile per una sola volta.

Alle Consigliere di Parità viene attribuito un ruolo di fondamentale importanza per la rimozione degli ostacoli che frenano o impediscono le pari opportunità, ovvero la piena realizzazione di una sostanziale uguaglianza tra uomo e donna, assegnando loro importanti funzioni per la promozione dell'occupazione femminile e per la prevenzione e la lotta contro le discriminazioni nell'accesso al lavoro e nei luoghi di lavoro.

Servizio: Polizia Provinciale, Ufficio di Presidenza, Istruzione e Formazione, Pari Opportunità.

Dirigente: Annamaria Olati

Consigliera di parità effettiva: Dott.ssa Manuela Sodini

Consigliera di parità supplente
: Avv. Stefania Tagliaferri

Indirizzo Ufficio Consigliera di Parità:

Dott.ssa Roberta Solari
Corso Garibaldi, n. 50 - 29121 PIACENZA
Telefono: 0523/795814

E-Mail: consigliera.parita@provincia.pc.it





NEWS:
  
  •  "PAGARE IL GIUSTO" - Dichiarazione della Consigliera Nazionale di Parità - Francesca Bagni Cipriani

    La stampa di questi giorni ci consegna importanti informazioni sul problema dei differenziali salariali fra uomini e donne nel mondo del lavoro.
    Argomento che fa riemergere problemi mai sopiti e che non hanno mai avuto risposte esaurienti.
    Quello che offende di più però è la facilità con la quale alcuni giornalisti, mi riferisco all’articolo di Vittorio Feltri apparso su “Libero” del 21 gennaio scorso, propongono una lettura del problema che risale ad una cultura antica che pensavamo ormai superata almeno nella interpretazione.
    Anni di battaglie faticosamente portate avanti, per il riconoscimento del valore della maternità e paternità, liquidate da una superficiale considerazione di caratteristica genetica che condanna senza appello ad una condizione di vita che conserva solo la scelta della rinuncia o meno alla maternità al momento di entrare nel mondo del lavoro. Senza considerare che in questi difficili anni di crisi economica nei quali si sono ristretti drasticamente i servizi alla persona, il ruolo di sostegno a queste problematiche è stato svolto prevalentemente dalle donne. Considerazioni che dimenticano lo straordinario contributo che le donne hanno dato e continuano a dare al mondo del lavoro, a quello della cultura, della ricerca, dell’arte e del pensiero in generale.
    Le donne si laureano di più e meglio degli uomini, e in particolare nelle materie scientifiche, dando prova per l’ennesima volta di avere capito da che parte va il mondo. Gli ultimi dati presentati dal CNEL il 6 dicembre u.s. dicono che in Italia la quota femminile tra i laureati in scienze, matematica e informatica è del 53% contro una media OCSE del 39%. E’ quindi un importantissimo bagaglio di competenze miste a grandi capacità umane che hanno bisogno di essere valorizzate, utilizzate, promosse, incentivate come un patrimonio prezioso di cui non si può e non si deve fare a meno.
    Il paese si sta riprendendo e ha bisogno di queste nuove competenze e della loro evidente potenzialità.
    Non si può accettare un atteggiamento, e questo lo dico non solo per il giornalista, ma per tutti, di rinuncia a fare scelte che possano contribuire a cambiare la condizione del mercato del lavoro che ci viene rappresentata.
    Noi consigliere, che tutti i giorni affrontiamo insieme con le lavoratrici le difficili situazioni nelle quali continuamente si trovano a dover trovare soluzioni di equilibrio fra la vita lavorative e quella familiare, pensiamo che invece si possa anzi si debba mettere al centro dell’agenda politica tutti gli interventi possibili a determinare un cambiamento di rotta.

    Leggi sul sito del Ministero del Lavoro.

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  • Più donne nei cda, una vittoria e una sfida

    Di: Paola Profeta
    © RIPRODUZIONE RISERVATA 
    Leggi su: 
    Il sole 24 ore

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  • Le donne scalano i cda delle quotate
    Centrato, con il 33,5% dei posti, l’obiettivo della legge sulle «quote rosa» nelle società

    Di: Francesca Barbieri
    © RIPRODUZIONE RISERVATA 
    Leggi su:  Il sole 24 ore

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  • Gli Ordini aprono ai vincoli di genere
Antonello Cherchi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi su:  Il sole 24 ore
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  • Le Consigliere di Parità: da “Report” informazione incompleta e superficiale.

    La Consigliera Nazionale di Parità e le Consigliere tutte, in relazione alla trasmissione "Report" del 4 dicembre 2017, ribadiscono quanto segue:
    "Le Consigliere di parità, pubblici ufficiali, sono impegnate sul territorio nella battaglia contro le discriminazione nell'entrata nel posto di lavoro, nella carriera all'interno del posto di lavoro e in uscita dal posto di lavoro e contro tutti i fenomeni di molestia e violenza, ora considerati reati penali. Le loro funzioni sono regolate dal Codice delle Pari Opportunità.Sono inoltre chiamate a elaborare un parere sui piani di azioni positive che obbligatoriamente devono produrre le strutture pubbliche, pena l'impossibilità a formulare bandi di assunzione. Devono controllare che le commissioni di concorso per la nomina di dirigenti nelle strutture pubbliche abbiano al loro interno almeno il 30% di presenza femminile, pena la nullità di nomina. Devono vigilare sulla corretta applicazione della legge Del Rio, che prevede l'obbligatorietà di una presenza femminile nella composizione delle giunte degli Enti locali del 40%. Inoltre, hanno il compito di promuovere sul territorio, in collaborazione con tutti gli attori sociali lì presenti, la realizzazione di condizioni di pari opportunità attraverso azioni positive.

    Il loro impegno nella costruzione del dialogo sociale è continuo e rilevabile dal documento di rendiconto della propria attività, che ogni anno devono presentare. Se è vero che la mancanza di fondi ne ha fortemente condizionato l'attività progettuale, questo non ha però impedito loro di svolgere il fondamentale ruolo di vigilanza sui fenomeni discriminatori nei luoghi di lavoro, con puntualità e serietà professionale. Infatti, vengono nominate dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, (tranne in alcune Regioni a statuto speciale, tra cui la Sicilia) su designazione dell'Ente di appartenenza, dopo un attento esame dei loro curricula, sottoposti a una valutazione comparativa.Compiti, quindi, importanti e complessi.È per questo che riteniamo che un'informazione incompleta e superficiale non renda giustizia al lavoro che, con grande spirito di appartenenza, le Consigliere svolgono sul territorio di competenza".

    Di seguito è allegato il comunicato ufficiale.

    Leggi sul sito del Ministero del Lavoro.



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