ce='Verdana'>Competenze:

L’affidamento familiare e l’accoglienza in comunità sono ausili sociali rivolti a bambini e bambine, ragazzi e ragazze, appartenenti a quei nuclei familiari nei quali il perpetuarsi di momenti di disagio e di particolare difficoltà potrebbero incidere negativamente sul loro sviluppo psico-fisico. In tali casi l’inserimento temporaneo della/del bambina/o in una famiglia affidataria o in comunità offre un ambiente idoneo che ne favorisce la crescita armonica in attesa di un miglioramento della condizione familiare del nucleo d’origine. L’Amministrazione provinciale, in coerenza con le proprie competenze istituzionali di programmazione e coordinamento dei piani di sviluppo locali, ha, in materia di accoglienza di minori in famiglia e in comunità, funzioni di promozione e di raccordo degli interventi territoriali, nonché di raccolta, analisi ed elaborazione dei dati relativi. In particolare, la Provincia ha il compito di coordinare un tavolo di confronto provinciale (Tavolo tecnico provinciale di coordinamento “MINORI”) per promuovere sinergie tra i diversi soggetti, istituzionali e non, pubblici e privati, e tra i servizi presenti e operanti nel territorio, con l’obiettivo di individuare strategie condivise ed efficaci per l’attuazione di interventi di sensibilizzazione e promozione dell’affido e del volontariato familiare, di informazione e formazione delle famiglie disponibili all’affido e degli operatori impiegati nelle comunità, nonché di ricognizione periodica dei bisogni per modulare e qualificare la risposta accogliente del territorio. L’Amministrazione provinciale è impegnata, altresì, a fornire supporto logistico/organizzativo e formazione permanente al Coordinamento Accoglienza Minori (C.A.MINO.), a cui afferiscono le realtà di accoglienza per minori e mamma-bambino della provincia. Inoltre, con Delibera G.P. del 9.08.2007, n.362, la Provincia di Piacenza ha confermato l’adesione al Coordinamento Nazionale Servizi Affidi, per raccordarsi con le altre Amministrazioni a livello nazionale e condividere riflessioni e buone pratiche per migliorare la qualità degli interventi nel prioritario interesse dei minori.




Programma Provinciale Minori 2014

Con delibera del 6/06/2014  n. 107, la Giunta Provinciale ha approvato il il Programma provinciale a sostegno delle politiche sociale 2013-2014, secondo le indicazioni di programmazione biennale dettati dagli indirizzi regionali.
Il budget a disposizione afferisce limitatamente all'annualità 2014.
L'Area Immigrazione afferisce al Servizio Promozione dell'Associazionismo e della Cittadinanza, le Aree Azioni di Sistema e Infanzia e Adolescenza sono di competenza del Servizio Istruzione e programmazione socio-educativa e i relativi interventi sono stati elaborati di concerto con gli Enti titolati dei servizi in materia di minori e sono parte integrante dei rispettivi Piani attuativi distrettuali.
Le azioni prioritarie raccolgono i bisogni espressi dal territorio provinciale e ruotano attorno ai seguenti obiettivi:
Area Azioni di sistema
- implementazione e gestione dei sistemi informativi provinciali dei servizi sociali in raccordo con i sistemi informativi regionali
Area Infanzia e adolescenza
- garantire percorsi di formazione qualificati e rispondenti ai bisogni di approfondimento degli operatori dei servizi sociali e di psicologia per qualificare ulteriormente gli interventi nei confronti dei minori;
- attivare percorsi sensibilizzazione di politiche per la promozione del benessere e la tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza;
- garantire il supporto alla qualificazione di percorsi formativi/informativi rispetto l' affidamento familiare, l'accoglienza in comunità e l'adozione nazionale e internazionale.



Il percorso dell'affido familiare

 

In questa sezione si trovano le informazioni utili per avvicinarsi all'esperienza dell'affido familiare e svolgere le prime fasi del percorso.

Attualmente non sono attivi corsi di formazione/informazione per i nuclei interessati all'affido familiare. Per ricevere informazioni e compilare il modulo di iscrizione, rivolgersi ai Servizi Sociali del proprio comune di residenza, di cui trovate i riferimenti nell'apposito link "Numeri Utili" sottoriportato.



Linee Guida provinciali per l'affidamento familiare

A Novembre 2014 sono state pubblicate le linee guida provinciali "Sostenere una famiglia e accogliere un bambino" il cui obiettivo generale è di assicurare nel territorio provinciale piacentino, un maggior livello di efficacia agli interventi di affido familiare, attraverso il potenziamento del livello qualitativo e organizzativo, e sviluppando una maggiore omogeneità nelle pratiche operative, nel rispetto e in attuazione della Legge 149/2001 e della direttiva regionale sull’accoglienza (Delibera Giunta regionale 1904/2011) e delle Linee di indirizzo nazionali per l’affidamento familiare (2012).



Una Scuola che accoglie i bambini che vivono in nuovi contesti

Il progetto si riferisce ad un percorso di formazione destinato a insegnanti della scuola primaria sul tema dell'accoglienza dei alunni che stanno vivendo situazioni di disagio familiare e che per alcuni di essi significa vivere temporaneamente fuori dalla propria famiglia d'origine.
Il corso è stato autorizzato ai sensi della Direttiva 80 articolo 5 dall'Ufficio XIV Ambito territoriale per la provincia di Piacenza per l 'anno scolastico 2014-2015.
Sono ancora aperte le iscrizione per gli insegnanti interessati alla tematica.

Le date e gli argomenti del corso saranno i seguenti:

Venerdì 23 gennaio 2015 –  La rete dei servizi, a cura di Elisa Lavetti – Assistente sociale dell'Unione Montana Valli Trebbia e Luretta , Alessandra Tibollo, referente C.A.MINO e un volontario dell'Associazione Dalla parte dei bambini

Giovedì 5 febbraio 2015 -  Pensieri, aspettative e dubbi in bambini inseriti in nuovi contesti di accoglienza, a cura di Elisabetta Molinari – Psicologa, Coordinatrice Adozione e Affido, U.O. Assistenza Psicologica di base – A.U.S.L. Di Piacenza, Beatriz Paifer, mediatrice culturale Associazione Sentieri nel mondo

Giovedì 19 febbraio 2015 –  Metodi e tecniche nella gestione di un gruppo classe “speciale”, a cura di Sara Dallavalle, Andrea Roda – Educatori professionali “Associazione Le valigie”

Giovedì 5 marzo 2015 –  Strumenti d'aula: preparasi ad accogliere, a cura Sara Dallavalle, Andrea Roda – Educatori professionali “Associazione Le valigie”

Giovedì 19 marzo 2015 –  Storie di accoglienza, a cura di testimoni privilegiati (l'incontro sarà condotto da Sara Dallavalle Educatrice professionale “Associazione Le valigie”)

Tutti gli incontri si terranno dalle ore 17 alle ore 19 presso la Sala Riunioni dell'Associazione LaRicerca Onlus - Stradone Farnese, 96 - Piacenza.

Per informazioni contattare l'ufficio competente al numero 0523/795572-577



Percorso di formazione Adulti accoglienti

La Provincia di Piacenza ha attivato nel 2014 il percorso di formazione per aspiranti adulti accoglienti, ai sensi della Direttiva regionale 1904/2011 - paragrafo 2.2.1, rivolto agli adulti impegnati nella gestione di comunità familiari, comunità case famiglie, comunità gestanti e per madri con bambino e strutture per l'autonomia.

Al percorso hanno preso parte circa 25 persone, provenienti anche da altre province della Regione Emilia Romagna, in particolare da Parma, Modena e Ferrara.

Il percorso consta di 4 fasi:

- la I FASE, ossia la formazione base di 14 ore, che si è svolta nel periodo Ottobre 2014 - Gennaio 2015 -
Programma

- la II FASE si riferisce al percorso di conoscenza e valutazione delle disponibilità (ISTRUTTORIA)  con gli operatori psico-sociali. Al termine degli incontri viene rilasciato all'adulto accogliente una documentazione di esito positivo che gli permetterà di continuare nel percorso.

- la III FASE è caratterizzata da una formazione specifica, di almeno 24 ore, per acquisire le competenze necessarie a gestire una comunita'. Tale formazione si è svolta nel periodo Aprile - Maggio 2015 -
Programma

- la IV FASE, cosidetto TIROCINIO, prevede 10 incontri di osservazione/informazione che ogni adulto accogliente dovrà svolgere all'interno di una comunità in cui è prevista la figura dell'adulto accogliente.

L'intero percorso è gestito direttamente dalla Provincia in collaborazione con l'equipe provinciale affido e le associazioni del privato sociale del territorio piacentino.



Promuovere l'Affido familiare

"Io vedo che, quando allargo le braccia, i muri cadono. Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri."(Andrea Gallo)
L'iniziativa "La casa di Marzapane" è un progetto di laboratorio teatrale volto a far incontrare ai bambini e agli adulti di riferimento una forma di accoglienza, l'affido familiare.
Operativamente si tratta di un racconto animato dell'incontro tra la piccola Ape Pina e il Sig. Marzapane, un simpatico pasticcere che viene "chiamato" a dare risposta ad una richiesta di aiuto dell'Ape Regina che ha visto il proprio alveare essere vittima di un malefico sortilegio.
Una Strega bizzarra ha fatto chiudere tutti i fiori del prato fiorito e le Api non hanno di che nutrirsi, così la Regina ha bisogno di qualcuno che si occupi della piccola ape  fintanto che non si risolverà la situazione di disagio della propria famiglia.
Ecco che Marzapane viene investito di questo importante e difficile compito, affiancare l'Ape Pina per un certo periodo della sua vita, accudendola e sostenedola nei compiti della crescita.
Il timore iniziale prende il soppravvento, ma in fondo l'Ape regina ha detto che "tutti sono capaci di dare aiuto" e cosi prende avvio una movimentata e simpatica storia di amicizia, fatta di aiuto che si dà e si riceve, di scambi che fanno crescere e consentono il giusto tempo perchè il sortilegio sia sconfitto.
Così l'Ape Pina può tornare nel Prato fiorito e Marzapane prendere coscienza del valore che ha acquisito la propria vita  da questa toccante esperienza.
La rappresentazione teatrale è a cura di Sara Dallavalle e Andrea Roda (in arte Pappa e Pero) dell'Associazione di promozione sociale "Le valigie",  operatori molto conosciuti e apprezzati nel territorio.

La Provincia ha investito su questo progetto promuovendone la diffusione in vari Comuni del territorio provinciale.
Il viaggio de "La Casa di marzapane" è iniziato nel 2012 con la rappresentazione dello spettacolo teatrale presso il Germoglio di Piacenza per migrare poi nei Comuni di Fiorenzuola d'Arda, Castel san Giovanni, Gossolengo e Bobbio.
Il positivo riscontro raccolto in tutte le edizioni ha permesso a tante famiglie di entrare a contatto con questa significativa forma di aiuto, raccogliendo informazioni dagli operatori dei Comuni e da volontari dell'Associazione Dalla parte dei bambini nel momento dedicato agli adulti, mentre i bambini erano impegnati in un laboratorio creativo sulla fiaba.



Progetto di Ricerca sugli affidamenti familiari in provincia di Piacenza

 

Il progetto di ricerca rimanda ad uno studio, commissionato dalla Provincia di Piacenza alla Fondazione Zancan, sugli affidamenti familiari, volto sia a monitorare il processo di promozione e sensibilizzazione promosso negli ultimi anni dalla Provincia, che ad analizzare gli esiti/i risultati degli affidi realizzati, con attenzione al triennio 2010-2012 e il report allegato si riferisce a quest'ultima parte.
Lo scopo della ricerca era di valutare, in modo partecipato e condiviso, le esperienze di affido concluse e in corso di realizzazione al fine di individuare aree di criticità e punti di forza di queste "storie di vita" e riflettere sulle prassi professionali e di servizio, al fine poi di intraprendere un percorso di sviluppo nei prossimi anni.
I risultati della ricerca rappresentano una preziosa occasione per concretizzare questo intento, in quanto contengono molte informazioni utili nei confronti dei principali soggetti implicati negli affidamenti familiari (i bambini in affido e le loro famiglie), che nella maggior parte dei casi descrivono situazioni familiari molto complesse che richiedono percorsi di cura, sostegno e accompagnamento particolarmente impegnativi.
La ricerca attesta infatti di un consistente lavoro svolto dai servizi, sovente in modo integrato, sociali e sanitari proprio per garantire lo sviluppo di percorsi di cambiamento e di crescita delle competenze genitoriali nelle famiglie d'origine e per permettere la conclusione dell'affido in tempi brevi.
E proprio in tema di esiti, gli operatori dei servizi, nel 96% dei casi, ritengono che l'affidamento abbia risposto adeguatamente ai bisogni di cura, supporto, crescita dei bambini, anche se testimoniano la difficoltà di costruire un percorso di supporto alle famiglie nella prospettiva della riunificazione familiare.

Successivamente alla parte dedicata al lavoro dei servizi, il report riporta anche la parte d'indagine che ha coinvolto le famiglie affidatarie e conferma il quadro sopra descritto, in quanto i questionari raccontano di storie complesse e difficili dei bambini e delle loro famiglie. Nonostante il fatto che gli affidatari dichiarino che l'esperienza di affido sia stata più impegnativa e faticosa di quello che avevano immaginato, esprimono un giudizio largamente positivo circa l'impatto dell'esperienza per il bambino in affido presso di loro.
Le famiglie danno conto di un'esperienza che ritengono abbia soddisfatto i bisogni del bambino, pur consapevoli che ciò non sempre coincide con un'adeguata risposta ai bisogni del nucleo familiare nel suo insieme.

Da entrambi i report emerge come i servizi sociali e sanitari siano chiamati a creare un progetto di affido centrato non esclusivamente sul bambino, che comunque resta importantissimo per assicurargli il contesto di tutela e cura di cui ha necessità, ma centrato anche sulla rete familiare per assicurare a tutto il sistema la possibilità di intraprendere un percorso di cambiamento e di crescita che consenta al bambino la protezione di cui ha bisogno all'interno della sua famiglia.
E' questa la sfida più importante che i risultati della ricerca propongono al territorio piacentino: guardare al futuro di queste forme di intervento con sguardi aperti, flessibili, capaci di sviluppare con creatività  forme nuove di sviluppo, in una prospettiva di maggior protagonismo delle famiglie e dei bambini e delle comunità territoriali.



Accoglienza in Comunità

Tutte le Comunità di accoglienza minori del territorio piacentino afferiscono al Coordinamento accoglienza minori (C.A.MINO), che è un tavolo di confronto che ha lo scopo di creare un dialogo tra tutte le realtà pubbliche e private che si occupano dell'accoglienza extra-familiare di bambini e ragazzi.



Corso di formazione per adulti volontari aspiranti Mentor

Lunedì 15 dicembre 2014 si è concluso il corso di formazione/informazione per aspiranti Mentor, ovvero aspiranti volontari da affiancare a ragazzi collocati fuori dalla famiglia d'origine.
E' stato rilasciato l'attestato di partecipazione a coloro che hanno portato a termine il percorso e che si sono resi disponibili a prevedere ulteriori passaggi a favore dell'accompagnamento di un minore collocato in comunità di accoglienza e per il quale è possibile prevedere un affiancamento per uncerto periodo della sua vita, al fine di portarlo all'indipendenza economica e personale.
Programma degli incontri e materiale informativo:



Normativa