e le potenzialità di una città di passaggio, confine, una città  "cicatrice" che divide ed unisce due regioni e che ospita un polo logistico, di scambio di merci  e di grande importanza.



LA DEFINIZIONE DI LINEE PROGETTUALI PER LA VALORIZZAZIONE INTEGRATA DEL FIUME PO:

La fase progettuale prende piede individuando un indice schematico di quelli che possono essere i temi d’interesse del fiume; di seguito si realizza un’analisi dei punti di forza e di debolezza, dei rischi e delle opportunità, si pensa quindi a:
- Posizionamento geografico-territoriale e struttura socio-economica
- Sistema insediativo e pianificazione provinciale/comunale
- Turismo integrato
- Aspetti ambientali
- Navigazione
- Infrastrutture
- Pubblica Amministrazione e attori dello sviluppo

Numerose carte spiegano lo stato di fatto per quanto riguarda numerosi aspetti socio-economico-ambientali:

           
Aspetto Agricolo Culturale

             
Dissesto idrico e criticità dei corsi d'acqua arginali

            
Assetto Faunistico Venatorio

          
Strumenti Urbanistici Comunali

         
Atrezzature di interesse culturale, turistico e ricreativo


Assetto socio-economico

 

Le carte tematiche individuano le criticità e i punti di forza dell’area adiacente al fiume Po. Quest’ultima tavola riasume gli studi fatti e le ipotesi progettuali per il corridoio del Po. L’attenzione si rivolge a: sistema ambientale, sistema insediativo, criticità territoriali, sistema della mobilità e sistema della fruizione. In fase progettuale si è cercato di rendere interessante la lunga fascia di territorio preso in considerazione insediando diversi tipi di attività o individuando dei punti di stop lungo il percorso. Si individuano infatti dalla carta: diversi approdi ed attracchi, un sistema di infrastrutture di diverso livello ed utilizzo, un percorso ciclo pedonale principale ed uno secondario degli accessi integrati ed attrezzati, un percorso pedonale di trekking, un percorso tematico e delle aree naturali protette. Per quanto riguarda la città di Piacenza l’idea principale è quella di realizzare un porto fluviale ad uso commerciale e turistico

 



STUDIO DI FATTIBILITA’ DEL PORTO FLUVIALE DI PIACENZA

E’ nel 2002 che a Piacenza si inizia a pensare di valorizzare e meglio usufruire della città attraverso la realizzazione di un porto sul fiume Po. Il progetto rimane ad oggi incompiuto, ma riportiamo di seguito le linee guida dell’idea:
- Salvaguardia delle zone comprese nel parco fluviale, con particolare riguardo alla continuità delle fasce golenali e dei percorsi ciclo pedonali e alla valorizzazione naturalistica e paesaggistica del territorio fluviale
- Integrazione del porto fluviale con il polo logistico intermodale di Le Mose, allo scopo di ridurre al minimo l’incidenza delle rotture di carico
- Compatibilità dell’intervento con gli insediamenti, la viabilità, le attività agricole ed extragricole esistenti e previsti e con il paesaggio rurale
- Analisi delle condizioni idrauliche, idrogeologiche, ecologiche, economiche, logistiche, trasportistiche e delle possibili evoluzioni
- Localizzazione, tipologia, dimensionamento della struttura portuale, anche in funzione del futuro assetto del corridoio navigabile nell’ambito dell’alveo fluviale; eventuale modularità, categorie merceologiche, scenari alternativi ed evolutivi ai fini della navigazione di merci e turistica; individuazione di eventuali ulteriori strutture portuali e/o accessorie nel tratto di fiume che lambisce il territorio piacentino
- Partecipazione allo studio di fattibilità di esperti delle problematiche economiche e territoriali - trasportistiche delle sedi piacentine dell’università Cattolica di Milano facoltà di scienze economiche e del Politecnico di Milano facoltà di ingegneria dei trasporti, in cooperazione con esperti di infrastrutture portuali e della navigazione interna e di ecologia del territorio, con particolare riferimento alle aree fluviali del Po.
Questo progetto avrebbe dovuto entrare a far parte di una più grande rete di collegamenti di valenza regionale, rete di distribuzione di merci attraverso infrastrutture di vario tipo: vie carrabili, vie di ferro e vie d’acqua.
A livello locale il progetto si è concentrato in particolar modo sulla realizzazione della nuova Conca di navigazione di Isola Serafini, ad oggi inagibile, infatti l’invaso prodotto dalla diga ha creato un esteso bacino, che giunge sino a Piacenza, e che presenta caratteristiche di navigabilità assai convenienti. La conca ha limiti di lunghezza e larghezza, ma soprattutto la sua soglia è ormai irrimediabilmente troppo alta. Le limitazioni gravissime della conca hanno prodotto l’arresto della navigazione commerciale. Per il rifacimento della conca, che consentirebbe la navigabilità dal Po fino a Piacenza e oltre fino a Pavia, la Regione Emilia Romagna ha sollecitato un intervento dell’ENEL, proprietario della struttura.