“Il rispetto tiene banco” con il laboratorio artistico di Kotè
Le opere di studentesse e studenti confluiranno in una esposizione immersiva in Provincia

Prosegue nelle scuole superiori della provincia il progetto “Il rispetto tiene banco” che coinvolge studenti e studentesse in un percorso articolato di sensibilizzazione sulle tematiche del rispetto, delle relazioni e del contrasto alla violenza di genere. Un progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e promosso dalla Provincia di Piacenza insieme a CIPM Emilia Impresa Sociale, il Centro Antiviolenza di Piacenza Associazione “La città delle donne” odv, Piacenza Network Aps (Web Radio Pc Radiocult) ed il pittore ed urban artist Antonio Cotecchia (che partecipa con l’associazione ArteViva Ets).
Dopo la fase formativa e l’avvio dei laboratori podcast, è entrato nel vivo il laboratorio artistico, guidato da Kotè, che sta accompagnando i ragazzi e le ragazze del Liceo Cassinari di Piacenza e dell’Istituto superiore Volta di Castel San Giovanni in un percorso capace di trasformare riflessioni, vissuti e parole in contenuti artistici.
«L’arte crea uno spazio dove le persone possono diventare più vere, dove i ruoli decadono – spiega Kotè (nella foto di gruppo) –. Quando disegni, dipingi o scrivi qualcosa che parla di te, abbassi le difese. È lì che nasce il rispetto: quando smetti di giudicare e inizi a riconoscerti anche nell’altro. L’arte non insegna regole, ma fa emergere consapevolezza».
All’interno dei laboratori, i giovani partecipanti stanno mostrando una notevole capacità di mettersi in gioco, portando contributi personali e autentici.
«Mi colpisce molto la loro sincerità quando si sentono liberi - aggiunge l’artista -. Tirano fuori cose profonde, anche dolorose, ma con una lucidità sorprendente. Spesso hanno già dentro le risposte, hanno solo bisogno di uno spazio per esprimerle».
Accanto a questi elementi positivi, emergono anche aspetti che richiedono attenzione e riflessione: «A volte affiorano frasi e atteggiamenti che fanno capire quanto certe dinamiche siano normalizzate: gelosia, controllo, parole pesanti. Non è qualcosa da giudicare, ma un segnale forte. L’arte, in questo senso, può rendere visibile l’invisibile e dargli un peso».
Il percorso artistico confluirà il prossimo novembre, nella sede della Provincia di Piacenza, in un momento finale aperto al pubblico, pensato non come semplice esposizione ma come esperienza immersiva.
«Sarà più un’esperienza che una mostra – anticipa Kotè –. Chi entrerà si troverà dentro le parole dei ragazzi: quelle che fanno male, quelle che restano addosso. Non sarà comoda, ma necessaria. L’idea è uscire con una domanda in più, non con una risposta».
«Questo progetto rappresenta un investimento importante sul futuro delle nuove generazioni – sottolinea la consigliera provinciale delegata all’Istruzione e alle Pari opportunità Nadia Pompini, - perché attraverso forme espressive differenti li aiuta a riflettere sulle dinamiche relazionali e a sviluppare una consapevolezza più profonda. Il valore aggiunto di questo progetto è dato proprio dal coinvolgimento diretto di studentesse e studenti – prosegue la consigliera -: non destinatari passivi, ma protagonisti di un percorso che parla il loro linguaggio e li accompagna nella costruzione di una cultura del rispetto che riguarda tutta la comunità».
“Il rispetto tiene banco” si conferma così un percorso capace di unire formazione, comunicazione e creatività, mettendo al centro i giovani come protagonisti attivi nella costruzione di una cultura del rispetto.


 

Comunicato del 20/05/2026